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Una panoramica sulla Tanzania

Politica

Dal 1977 il paese è stato retto dal partito unico Chama cha Mapinduzi (CCM, Partito della Rivoluzione), movimento di ideologia socialista guidato dal "padre della patria" Julius Nyerere, che lasciò liberamente il potere nel 1985.
Nell'ottobre del 1995 terminò il regime di partito unico con le prime elezioni multi-partitiche. Il CCM vinse le elezioni e il 23 novembre 1995 insediò Benjamin Mkapa alla carica di presidente della Repubblica (che è anche capo del Governo); il presidente venne riconfermato nel 2000.
L'opposizione, divisa e instabile, non ha saputo proporsi come alternativa alle elezioni del 1995, del 2000 e del 2005.
Il 20 dicembre 2005 divenne presidente della repubblica Jakaya Mrisho Kikwete che nominò primo ministro Edward Ngoyayi Lowassa, poi dimessosi in seguito a scandali.
L'attuale presidente, John Magufuli, è entrato in carica il 5 novembre 2015, che ha scelto come primo ministro Majaliwa Kassim Majaliwa.
Guidano un parlamento molto stabile, in quanto il loro partito, il CCM, detiene la maggioranza dei seggi.

Religione

A livello religioso i cristiani (cattolici e protestanti quasi in pari numero) costituiscono il 40% della popolazione, seguiti dai musulmani (35%) e dai seguaci delle religioni tradizionali (ridotti al 25%).
A Zanzibar prevalgono invece nettamente i musulmani (99%), seguiti dai cristiani (1%).
Tuttavia un recente studio dell'ente statunitense "United States Bureau of Democracy, Human Rights and Labor" suggerisce che ormai il 62% della popolazione sia cristiana, con un 35% di musulmani e 3% di altre religioni.

Lingua ed Etnie

Il kiswahili e l'inglese sono entrambe lingue ufficiali del Paese.
Tuttavia cambia l'ambito in cui vengono praticate: il kiswahili è considerata la lingua comune ed è conosciuto ovunque, salvo aree particolarmente remote.
L'inglese è utilizzato per lo più in contesti urbani e soprattutto in ambito universitario, giuridico, finanziario e per i rapporti con l'estero. Pertanto è conosciuto da un'esigua minoranza della popolazione.
Va tenuto presente che il primo linguaggio che un tanzaniano impara è il dialetto della propria etnia, in Tanzania sono presenti circa 120 dialetti tribali e circa 125 tribù diverse.
La maggioranza degli abitanti appartiene a etnie di ceppo bantu, come sukuma, nyamwezi, hehe-bena, gogo, bahaya, makonde, chagga, ha e nyakyusa.
Troviamo anche i nomadi masai e i luo: entrambi i gruppi sono presenti numerosi nel confinante Kenya. Infine, ci sono due piccole tribù aborigene che appartengono alla famiglia Khoisan.
La maggior parte della popolazione dell'isola di Zanzibar è originaria della terraferma tranne un gruppo, gli Shirazi, le cui origini risalgono ai primi coloni persiani dell'isola; quasi tutti hanno una forte percentuale di sangue arabo.
I residenti non africani della terraferma e di Zanzibar costituiscono l'1% della popolazione e sono costituiti soprattutto da indo-pakistani, arabi ed europei.

Arte

Come gran parte dei paesi africani, la Tanzania è caratterizzata da un vasto patrimonio di musica tradizionale, legata soprattutto alla danza e alla ritualità, diversificata secondo le diverse etnie presenti sul territorio. La musica tradizionale tanzaniana sopravvive soprattutto nelle piccole comunità rurali.
Le popolazioni della costa, di cultura swahili, hanno una tradizione musicale propria, di influenza araba e indiana, la cui espressione principale è il taarab, un tempo musica di corte dei sultanati omaniti, e oggi entrata nella tradizione popolare e suonata, per esempio, in particolari occasioni sociali come i matrimoni.
Altro genere musicale tipico della Tanzania moderna è il muziki wa dansi, una rielaborazione, con testi in swahili, della rumba africana natia dello Zaire.

In Tanzania le arti figurative sono tradizionalmente legate alla decorazione artistica di oggetti di uso concreto, sia esso pratico (per esempio oggetti di arredamento e indumenti) o rituale (per esempio maschere). Anche rispetto alle arti figurative esiste una netta distinzione fra la cultura swahili, che anche in questo ambito attinge alla tradizione araba e mediorientale, e quella dell'entroterra, più vicina alle cultura bantu del resto dell'Africa sudorientale.
La più nota forma d'arte figurativa della Tanzania moderna è il Tinga-tinga, uno stile pittorico naif nato come "arte turistica" ma in seguito divenuto vera e propria scuola d'arte e differenziatosi su due livelli: uno relativamente basso, orientato al mercato turistico, e uno più raffinato che trova posto nelle gallerie d'arte non solo tanzaniane o africane.

Cucina

Generalmente il pasto tanzaniano è composto da un'unica portata con più ingredienti.
Il piatto base della cucina Tanzaniana, in comune con molti altri paesi dell'Africa, è una polenta di farina di mais o altri cereali come miglio, sorgo, grano ed anche farina di banana o cassava. In Tanzania prende il nome di ugali e nella maggior parte dei casi è accompagnato da verdure (mchicha) e fagioli, pesciolini secchi (dagaa), patate e meno frequentemente piselli.

Il riso avendo un costo maggiore è considerato un piatto prelibato, utilizzato spesso durante cerimonie e feste, specialmente accompagnato da carne di manzo. Un altro piatto molto semplice e tipico è il pollo fritto con patatine. Il maiale è consumato maggiormente nelle regioni dell'interno dove i musulmani sono la minoranza.
Famosi sono gli spiedini di carne alla brace (mishkaki) e carne speziata arrostita (nyama choma). Saltuariamente si può trovare carne di selvaggina, in particolar modo lepre.

Molto importante l'influenza indiana e araba, soprattutto nell'utilizzo delle spezie (cumino, cardamomo, curry, fiori di garofano, zenzero, cannella, ecc), specialmente a Zanzibar e sulla costa.
Quasi ovunque si possono trovare chapati (piadine), sambusa e samosa (fagottini ripieni di carne tritata e cipolla o patate), riso pilau (speziato), pollo masala e tandoori (mix di spezie). Alcuni di questi piatti vengono accompagnati da un peperoncino molto piccante (pili pili).

Il pesce consumato in Tanzania è soprattutto di acqua dolce, si consuma soprattutto tilapia e pesce persico del Nilo.

Vari tipi di zuppe di vegetali o pesce sono tipiche della costa.
Alcuni piatti meno comuni sono la zuppa di ossa di manzo, zuppa di interiora (mtori), zuppa di banana con carne e cocco (ndizi nyama).

Notevole la varietà di frutta che si può gustare: banane, avocado, cocco, papaya, mango e tanti altri.

La bevanda nazionale è il tè (chai), meno consumati il latte e il caffè, che viene coltivato soprattutto per l'esportazione.
Particolarmente comuni i succhi di frutta fresca al gusto di tamarindo, mango, ananas, succo di canna da zucchero con zenzero (specialità di Zanzibar) e bevanda allo zenzero (tangawizi).

La bevanda alcolica che va per la maggiore è la birra, diversi marchi sono prodotti in Tanzania.
Inoltre viene prodotto un vino derivante dalla fermentazione della banana, dell'agave, dalla palma e altre piante autoctone che viene definito genericamente pombe, ma assume nomi diversi in base alla zona di produzione e la pianta da cui è ricavato.
Il vino d'uva rossa è prodotto nella regione di Dodoma, non è molto comune per via dei costi elevati.
Molto apprezzato il superalcolico konyagi e la crema di whisky amarula, di importazione sudafricana.

Mance

È buona norma lasciare una piccola mancia per il servizio locale (guide, autisti, aiutanti, ecc).
È suggerita ma non è obbligatoria, è una pratica diffusa e che costituisce in questi contesti una possibilità per chi la riceve di arrotondare il proprio guadagno, giustificata da un servizio reso.

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